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Oct 302017 Gossip
 

Offerta premium e bio trainano la crescita: sembra passata un’era geologica da quando la marca del distributore/grossista, o private label all’inglese, era proposta come alternativa a basso prezzo, neppure troppo curata nel packaging e con un numero limitato di referenze. E invece parliamo di poco tempo fa. Oggi la marca primaria del distributore è una leva strategica che non è più solo un business in termini economici, ma anche uno strumento per rivaleggiare, in molti casi da pari a pari quando non in posizione di forza, con i grandi brand.

La marca del distributore gode di ottima salute e continua lungo il percorso di completamento della metamorfosi che la sta portando dall’area della mera convenienza alla “nobilitazione” del prodotto premium. Basti pensare a certe nicchie di mercato che l’industria di marca non è ancora riuscita a presidiare adeguatamente: per fare solo un esempio, oggi in Italia il 60% del prodotto bio è rappresentato dalla marca del distributore. È proprio in questi segmenti che la private label sta facendo meglio e dimostra di essere stata più abile e rapida nel cogliere i nuovi trend di consumo.

Sono destinate a durare queste magnifiche sorti della marca del distributore? Non sarà una semplice crescita percentuale. Molto probabilmente la private label si trasformerà in public label, perchè sarà sempre più presente sulle piattaforme online, affrontando una sfida competitiva tutta da giocare.

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Oct 302017 Gossip
 

crisi carta stampata

La forte concentrazione delle vendite di carta stampata è dovuta solo in parte alla digitalizzazione dell’informazione.

La vera causa va ricercata nella crisi economica. I contatti con i rivenditori indicano chiaramente che il calo di vendite è tipico delle persone appartenenti a fasce di reddito più disagiate che hanno eliminato l’investimento culturale nella carta stampata, essendo comunque presenti sul web una serie di informazioni in pillole totalmente gratuite.

Statisticamente, invece, la fascia di popolazione con redditi alti, nonostante l’informazione gratuita, ha continuato ad acquistare giornali.

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Oct 232017 Gossip
 

fiere bellezza

Il web non riesce a rimpiazzarle. Il contatto umano è essenziale per concludere gli affari.

In Germania quest’anno sono stati battuti tutti i record. I futurologi non ci azzeccano mai o quasi. Non hanno previsto il confronto tra Occidente e mondo islamico, o la rapida trasformazione della Cina comunista in un paese dal capitalismo sfrenato. O l’esodo di disperati dall’Africa all’Europa.

Di recente era stata prevista la fine delle fiere, perché spostarsi per vedere dei prodotti che si potevano studiare tranquillamente in internet e videoconferenze, senza spendere per viaggi e alberghi? Fine delle esposizioni e anche delle fiere mercato: si compra tutto online. Invece avviene esattamente il contrario.

Nel 2016 sono stati battuti diversi record per fatturato, numero di espositori e di visitatori: 3,2 milioni sono venuti dall’estero, in particolare 250 mila dall’Olanda, 225 mila dall’Italia, 90 mila dalla Cina, 80 mila dagli Stati Uniti, 75 mila dall’India. Il contatto umano rimane il fattore principale per concludere affari.

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Oct 172017 Gossip
 

fatturato a picco
Abbiamo visto su siti di eCommerce, sostenuti direttamente dalle aziende, sconti pazzeschi:

L’OREAL – 50%

WELLA -50%

KEMON -45%

BABYLISS PRO -45%

etc.

..ma cosa valgono veramente questi prodotti? I rivenditori ed i parrucchieri che figura fanno con i loro clienti che scoprono questi prezzi online?

Crediamo che siano operazioni estreme e pericolose sia per i brand stessi che per il servizio di vendita / rivendita dei distributori / grossisti e dei parrucchieri..

Allora ATTENZIONE !!

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Sep 222017 Gossip
 

crescita pubblicità

La crescita dei ricavi pubblicitari del settore media e intrattenimento in Italia in arrivo da internet si normalizza. È quanto emerge dal report  “Entertainment & Media Outlook in Italy 2017-2021” di Pwc che, per il nono anno consecutivo, descrive l’andamento di 17 segmenti del mercato dei media e dell’intrattenimento, tra cui cinema, libri, adv su internet, radio e pubblicazioni di diverso tipo.

Tv e internet continuano a rappresentare i segmenti trainanti. Ma il fatturato in arrivo dagli investimenti sul web non crescerà più in modo stellare, bensì con un tasso 2017-2021 del +6,2 per cento. La locomotiva della crescita arriva dai ricavi mobile, di cui è previsto un aumento del 15,3 per cento nel periodo.

Si può parlare ancora di crescita monstre soltanto per il video advertising sul web, che lo scorso anno ha avuto introiti superiori ai 500 milioni e ha pesato oltre il 20% del total internet advertising. Una percentuale che si stima possa arrivare al 36,3% nel 2021, grazie soprattutto alla raccolta sui social network.

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Sep 132017 Gossip
 

the body shop

NATURA (azienda brasiliana) acquisisce da L’ORÉAL la catena THE BODY SHOP; una dote di oltre 3000 negozi in 66 paesi.

I costi in perdita di quest prodotti hanno costretto alla vendita. Ovviamente NATURA spera in un grande rilancio del marchio.

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Sep 132017 Gossip
 

globelife web traditore

L’attività ricostruita dal sito del Salone. Due commissioni tributarie usano il metodo nell’accertamento. Contribuenti traditi dai propri siti internet.
Legittime le contestazioni del fisco basate sull’attività effettivamente svolta dai contribuenti ricavata dall’esame dei loro siti istituzionali.

Sconfessata invece la linea difensiva dei contribuenti che volevano dimostrare di svolgere attività diverse da quella descritta e pubblicizzata tramite il web. Sono queste, in estrema sintesi, le motivazioni con le quali due corti tributarie di merito (Ctp di Trento e Ctr Sardegna) hanno respinto i ricorsi dei contribuenti confermando come legittimo l’operato degli uffici fiscali che proprio dal web avevano tratto informazioni importanti per l’accertamento. Dalle due pronunce in commento si può trarre un importante insegnamento: attenzione a ciò che viene inserito, pubblicizzato e diffuso, sia tramite il proprio sito internet sia tramite i social o altri mezzi di diffusione online. È, infatti, necessario verificare con attenzione il tipo di messaggi che vengono diffusi all’esterno, perché gli stessi potrebbero poi essere utilizzati proprio contro chi li ha prodotti.

In entrambi i casi oggetto delle due sentenze, infatti, l’Agenzia delle Entrate aveva ribaltato le tesi difensive dei contribuenti dimostrando, proprio prendendo a riferimento ciò che gli stessi avevano pubblicizzato sui loro siti internet, l’attività in concreto svolta dagli stessi. Le due sentenze in commento costituiscono dunque una sorta di monito per tutti quei contribuenti che nella costruzione e nell’aggiornamento continuo dei propri siti internet o degli spazi dedicati all’interno dei social, possono essere tentati di pubblicizzare o diffondere notizie ed informazioni circa le attività praticate o praticabili, o sui prezzi e le condizioni economiche praticate.

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Sep 052017 Gossip
 

parrucchiera multata

Si sono presentati in due, gli accertatori della Siae e dopo essersi guardati attorno hanno multato una giovane parrucchiera del centro storico di Potenza per l’utilizzo di una desueta radiosveglia all’interno del suo salone di bellezza. “Era un regalo di mia nonna – ha commentato la giovane. Stava poggiata sulla madia tutta impolverata ma suonava. Mi teneva compagnia. Essere multati anche per un oggetto che sta su un mobile, per me, rimane un’esagerazione”.

Eppure, a ben guardare, stando almeno a quello che è in teoria la mission dell’organo che garantisce il pagamento sui diritti della musica, la tutela è a tutto campo. È così da sempre, è così per tutte le forme di divulgazione sonora nei locali pubblici. I casi di parrucchieri multati diventano sempre più frequenti. Sono gli stessi organi accertatori a darci notizia. Un ispettore della Siae fa un controllo in un salone di bellezza, per verificare che non diffonda musica senza pagare i diritti.

Certo è la normativa in materia è a dir poco stringente. I controlli, serratissimi e le multe, poi, continuano a fioccare. Emblematiche sono le feste organizzate da privati, dove l’equivoco è all’ordine del giorno. “Nel caso in cui la musica non fosse dal vivo ma registrata, oltre al compenso per diritto d’autore è dovuto anche un compenso per i cosiddetti diritti connessi, spettanti ai produttori dei supporti fonografici ed agli artisti interpreti o esecutori dei brani. Per musica registrata viene intesa sia la diffusione tramite cd, dvd etc. sia quella diffusa mediante l’attività di un disc jockey. La Siae si paga, infatti, ogni qualvolta si organizza un evento o una festa privata a cui partecipano delle persone, anche se ad ingresso gratuito. Quello che alla società di autori interessa è di fatto l’esecuzione pubblica della musica di proprietà altrui, indipendentemente dal fatto che si tratti di una festa in un ristorante, in un piano bar o in discoteca”.

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Sep 042017 Gossip
 

loreal

El pasado 27 de julio, la multinacional hizo público que obtuvo unas ventas de 13.400 millones de euros, un 4% más respecto del primer semestre del año 2016. El gigante francés de la cosmética incrementó sus ventas, durante los primeros seis meses del año, gracias a sus marcas de lujo cuya rentabilidad aumentó un 23,4%. Un porcentaje que contrasta con la evolución del resto de divisiones de la compañía.

Las ventas de marcas como Lancôme, Saint Laurent, Armani y Kiehl’s crecieron un 10,5%, mientras que otras más comerciales, como L’Oréal Paris, Garnier y Maybelline retrocedieron un 1,9%. Aun así, estas últimas todavía generan el mayor porcentaje de negocio del grupo. La división profesional también retrocede Otros sectores a la baja fueron la cosmética activa, que incluye firmas como La Roche Posay y Vichy, y los productos profesionales para peluquerías. Ambos retrocedieron entre un 4,6% y un 0,7%, respectivamente.

El Ebitda de la compañía aumentó un 7,1%, situándose en 2.530 millones de euros. Las previsiones son buenas a finales de año, gracias a la venta de la cadena The Body Shop por 1.000 millones de euros. La cadena de cosmética británica había aparecido en los medios debido a las pérdidas económicas que registraba.

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