La pubblicazione gratuita da parte degli editori, o simili, di pagine pubblicitarie o articoli correlati è l’equivalente di un’azione di PIRATERIA. E’ infatti un’azione da ritenersi come “concorrenza sleale” nei confronti delle aziende o dei clienti che pagano la pubblicità e che mantengono così, anche senza volerlo, i loro concorrenti che sfruttano i mezzi di comunicazione senza avere costi.
Nell’ambiente editoriale queste azioni maldestre si chiamano “MARKETTE”. C’è poi da sottolineare che queste “markette” che vengono interpretate come redazionali sono fatte “senza fattura” e quindi c’è un possibile illecito anche fiscale.




