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Jul 222016 Gossip
 

Nel settore cosmetico italiano il 2016 inizia in modo positivo: alla fine dell’anno si stima che il valore del mercato sarà prossimo ai 9.900 milioni di euro, con una lieve ma positiva crescita, registrata sia sui valori che sulle quantità.

Inizia la lenta ripresa del canale profumeria, che aveva vissuto un momento negativo. In evidenza le vendite dirette, che incorporano la forte crescita dell’e-commerce. Grazie all’ulteriore dinamica delle esportazioni, il fatturato globale del settore, cioè il valore della produzione, a fine anno supererà i 10.500 milioni di euro, con una crescita di cinque punti percentuali, ancora una volta favorito dalla competitività dell’offerta italiana sui mercati esteri. Il valore delle esportazioni supererà, infatti, i 4.200 milioni di euro, con una crescita stimata di oltre undici punti percentuali.

Le prospettive di crescita dell’economia mondiale si confermano moderate: tra i paesi industrializzati, l’economia degli Stati Uniti è attesa registrare una lieve accelerazione su ritmi espansivi del PIL di poco superiori al 2% medio annuo a partire dal 2017.  In Europa la crescente incertezza imporrà un rallentamento nel 2017-’18; gli investimenti saranno la componente più penalizzata, a fronte di un impatto più limitato per i consumi delle famiglie. A mitigare l’intensità del rallentamento dovrebbero contribuire l’orientamento espansivo delle politiche economiche e il deprezzamento dell’euro atteso nel 2017. Tra i mercati emergenti si prevede un’espansione robusta dell’India, intorno al 7% medio annuo, mentre per la Cina è confermato uno scenario di rallentamento.

Gli indicatori industriali, investimenti in innovazione in primis, segnano andamenti costantemente in crescita, così come gli investimenti in allargamento della capacità produttiva, indice di un clima con prospettive ottimistiche. Nell’industria cosmetica si riduce il dualismo tra aziende in crescita e aziende in crisi e, in riferimento alla domanda, quella tra mercato interno (in ripresa) e mercato estero (in costante espansione).

evoluzione-industria

 

È comunque ancora la componente estera della domanda che impatta sulla crescita dei fatturati anche per il 2016: le esportazioni, infatti, segnano una proiezione del +11%, per un valore superiore ai 4.200 milioni di euro.

esportazioni

 

L’andamento del mercato cosmetico italiano riprende a crescere. L’analisi dei trend dal 2009 a oggi registra, infatti, una crescita media annua dello 0,7%, ben al di sopra degli andamenti registrati dai settori dei beni di consumo contigui alla cosmetica. Il peso del mercato interno sui valori di produzione risente sicuramente di nuove dinamiche da parte dei consumatori, sempre più sensibili alla multicanalità, attratti dalle nuove forme di vendita online, ma soprattutto desiderosi di soddisfare nuove realtà di shopping experience come i monomarca e i canali specializzati.

canali

Nel settore acconciatura professionale la generalizzata diminuzione dei passaggi in salone da oltre cinque anni ha condizionato il canale professionale dell’acconciatura, che ha faticato a modificare l’approccio a una clientela sempre più esigente e attenta al servizio. Nel corso della recente rilevazione si annuncia l’inversione di segno: si passa, infatti, dal -2,2% del 2015 al +0,5% del primo semestre e al +1% del secondo semestre del 2016; premiando il lavoro di fidelizzazione e rimodulazione dei servizi che alcuni acconciatori hanno avviato, anche con maggiore attenzione alla rivendita.  Si dilata la contrapposizione, a due velocità, tra i saloni in grado di avvicinare nuovi consumatori con politiche di fidelizzazione e promozione e quelli che faticano a rinnovare il servizio, sicuramente perché meno avvezzi alle mutazioni.

Di buon auspicio le indicazioni dei contoterzisti che segnalano la crescita del 4%, e nelle previsioni per il secondo semestre, +4,5%. Grazie alle loro indicazioni si può comprendere l’evoluzione di medio-lungo periodo dei canali a valle, anche se, inevitabilmente, sul sentimento degli intervistati incide l’andamento dei mercati internazionali, storicamente il primo canale di sbocco dei terzisti italiani che esportano oltre l’80% della loro produzione.

Gli investimenti in comunicazione nel 2016 risultano stabili con il 54% contro il 30% dello scorso semestre, dopo l’aumento registrato nell’anno precedente: le previsioni di aumento scendono dal 60% del dicembre 2015 al 43% attuale, mentre quelle in diminuzione passano dal 8% al 4%. Viene confermato l’andamento degli investimenti pubblicitari di comparto, sempre più multicanale e naturalmente orientati verso il web e i social media: le campagne di comunicazione virale, branding e social care delle aziende proseguono l’attenzione all’evoluzione dei mezzi di comunicazione.

export

 

La classifica delle famiglie di prodotti italiani più esportati nel mondo, vede al primo posto i prodotti per capelli, con un valore di oltre 750 milioni di euro (+13%), seguiti dai prodotti per il trucco, 704 milioni (+17%).

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