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Jan 142010 Gossip
 

Il regalo milionario al «sir» nella lite di famiglia sull’ Oréal Liliane Bettencourt e il premio a Lindsay Owen-Jones

Nella battaglia legale che da due anni contrappone la donna più ricca di Francia, Liliane Bettencourt, 87 anni, erede dell’ impero L’ Oréal, alla sua unica figlia, Françoise, spunta Sir Lindsay Owen-Jones, il manager gallese che per 18 anni (fino all’ aprile del 2006), è stato amministratore delegato del gruppo di cosmetici di cui è oggi presidente. Anche Sir Lindsay, 62 anni e una moglie italiana (Cristina) avrebbe beneficiato della generosità di Madame Bettencourt ricevendo in regalo 100 milioni, come è scritto nel dossier dell’ inchiesta preliminare preparato dalla procura e rivelato dalla stampa francese a pochi giorni dall’ udienza fissata per l’ 11 dicembre. Il tribunale di Nanterre è chiamato a decidere se accogliere le accuse contro François-Marie Banier, 56 anni, l’ amico da oltre vent’ anni e fotografo del jet-set colpevole, secondo Françoise Bettencourt, che ha la sua stessa età (56 anni), di aver raggirato l’ anziana madre, con l’ obiettivo di spillarne una montagna di soldi. Una montagna alta per l’ esattezza 993 milioni, elargiti attraverso assegni, polizze di assicurazione e alcuni quadri, da Matisse a Picasso, da Mondrian a De Chirico. Banier, più che negare, ha sempre spiegato i doni con la grande largesse di Madame Bettencourt. Liberalità di cui si sarebbero avvantaggiate anche altre persone a lei vicine. Come Sir Lindsay, chiamato in causa non senza malizia proprio dal fotografo in una deposizione del 2005, per spiegare la ragione di tre contratti di assicurazione a suo nome per un valore totale di 34 milioni. Owen-Jones, che quando era al timone de L’ Oréal era tra i top manager più pagati di Francia, non smentisce l’ esistenza del «regalo» milionario. Ma, spiega in un comunicato, non vuole fare commenti «per rispetto all’ impegno preso di non agire, in un modo o nell’ altro, per favorire una o l’ altra parte in questo affare». La madre e la figlia, che ora non si parlano più. Perché la figlia vuole far dichiarare la madre non in pieno possesso delle sue facoltà e metterla sotto tutela legale. E la madre, che lo scorso febbraio ha già dimostrato con una perizia medica di essere capace di intendere e di volere, continua a replicare che con i suoi soldi è «libera di fare ciò che vuole». Fermo restando che la figlia riceverà gran parte della sua fortuna, stimata nel 2009 dalla rivista francese Challange in 10 miliardi. Questione di soldi o pura preoccupazione filiale, come protesta Françoise in un’ accorata lettera manoscritta alla madre e recapitata al suo indirizzo di Neuilly, alle porte di Parigi, il 2 dicembre per annunciarle la richiesta di tutela legale? Di Liliane Bettencourt Owen-Jones ha la gigantografia con dedica nel suo ufficio, nel quartier generale di Clichy, alla periferia di Parigi: è appesa tra due foto di «Magic Carpet», la sua barca a vela di 33 metri, perché la vela, che pratica tra la Costa Azzurra e Portofino insieme alla moglie, è una delle sue passioni, come lo sono correre in automobile, gareggiare in moto, pilotare il suo elicottero. In passato il manager l’ ha descritta come «una persona molto schiva ma stupenda», che non ha «mai voluto interferire» nel suo lavoro, pur essendo la prima azionista, con circa il 30%. E però ha scelto di non schierarsi apertamente in suo favore nella saga familiare che ha spaccato la Francia. Sir Lindsay è l’ uomo che a suon di acquisizioni ha saputo trasformare L’ Oréal nel primo produttore mondiale di cosmetici, con 23 marchi globali, da Lancôme a Garnier, e 17,5 miliardi di fatturato nel 2008. Perciò anche Françoise Bettencourt lo difende. I cento milioni che gli ha donato la madre? Attraverso una persona a lei vicina, fa sapere che «tenuto conto dell’ immenso lavoro compiuto alla testa de L’ Oréal, si può perfettamente comprendere che Liliane Bettencourt abbia voluto esprimere la sua gratitudine, mentre i servizi resi da François-Marie Banier sembrano meno evidenti».
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