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Mar 192008 Gossip
 
Se le idee sono confuse, l’innovazione tecnologica non può fare miracoli. È l’insegnamento che arriva dalla diffusione di collegamenti internet a banda larga. La Commissione europea segnala che l’Italia fa progressi con 17 connessioni ogni 100 abitanti ma resta sotto la media Ue e, soprattutto è spaccata in due: da un lato le grandi città, che naviga a banda larghissima, dall’altro le aree rurali, aggrappate alla vecchia rete-lumaca. Per recuperare c’è fortunatamente a disposizione un ventaglio di teconologie: l’Adsl2 che sfrutta la rete telefonica in rame; la fibra ottica; i sistemi a radiofrequenza come il wi-fi e il wimax. Senza contare le recenti evoluzioni della telefonia mobile su cui ad esempio 3 Italia, gestore che opera solo nel settore del mobile, intende investire per coprire comuni che altrimenti viaggerebbero a banda stretta. Ma di fronte a tanta grazia offerta dalla tecnologia è legittimo chiedersi se non occorra una regia che coordini gli interventi sul territorio. Ci hanno provato l’ex sviluppo Italia con Infratel, poi un osservatorio interministeriale, infine se ne è parlato a proposito nella rete di nuova generazione di Telecom Italia, ma per ora la svolta ancora non si vede.
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