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Sep 102021 Gossip
 

Cosmetici: indispensabili ancor di più in tempo di pandemia

Cosmetica Italia

10,6 miliardi di fatturato di settore, che salgono a 33,2 se si considera l’intera filiera. 36mila addetti diretti, che arrivano a 400mila con l’indotto. Oltre 4,1 miliardi di export e una bilancia commerciale del valore di 2,3 miliardi. Un mercato interno prossimo ai 9,8 miliardi. Sono i numeri che tracciano il perimetro di un comparto, quello cosmetico nazionale, che nonostante le inevitabili conseguenze della pandemia, ha saputo dimostrare resilienza.

L’andamento dei singoli prodotti riflette in modo evidente le nuove abitudini dei consumatori, fortemente condizionate dall’emergenza sanitaria e dalle misure di contenimento dei contagi. Se, infatti, la riduzione delle occasioni di socialità ha provocato importanti cali su alcune categorie merceologiche, come il trucco viso (-28,9%) o la profumeria alcolica (-21,5), la maggiore e attenzione per l’igiene personale ha portato alla crescita dell’insieme dei prodotti legati a questa funzione (+6%).

In particolare i saponi liquidi hanno registrato un picco: +35%. Un dato strettamente connesso con le indicazioni dell autorità sanitarie, a partire dall’OMS, per il contrasto della pandemia, che hanno indicato come primo comportamento indispensabile da adottare il lavaggio frequente delle mani.

Grafico Cosmetica Italia

Anche le dinamiche legate ai diversi canali di distribuzione rispecchiano i cambiamenti imposti dallo stato di emergenza, che ha avuto un forte impatto sulla frequentazione dei punti vendita fisici, portando i cittadini a scelte obbligate sulla base di aperture e chiusure. I cali più consistenti nei consumi cosmetici si rilevano nei centri estetici (-29%), in profumeria (-26,1%), in erboristeria (-26%) e nei saloni di acconciatura (-22,5%).

Buona, invece, la tenuta della grande distribuzione e della farmacia, esercizi che non hanno particolarmente risentito di chiusure imposte, con contrazioni rispettivamente del 3,8 e del 3,5%.

Si distingue il segno più registrato dell’e-commerce, in crescita di 42 punti percentuali: una performance in parte condizionata dalle limitazioni di mobilità, ma anche il segnale dell’affermazione di nuove scelte d’acquisto destinate a rimanere irreversibili.

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Feb 152021 Gossip
 

Preconsuntivi 2020 :
in contrazione fatturato globale
del settore (-12,8%)
ed export (-16,5%)

cosmetica 2020

Prospettive in crescita per il 2021
grazie all’indispensabilità del cosmetico
e alla capacità di adattamento dell’industria.

Milano, 10 febbraio 2021 – I numeri che emergono dall’Indagine congiunturale, presentata oggi dal Centro Studi di Cosmetica Italia, delineano l’impatto che la pandemia ha avuto sul settore.

Al contempo descrivono la reattività di un comparto che, a cavallo dei due principali picchi epidemici, ha saputo reagire, consegnando saldi finali meno critici di quanto previsto, nonostante i segni negativi.

Secondo i dati preconsuntivi 2020, il fatturato globale del settore sfiora i 10,5 miliardi di euro con una contrazione del -12,8% rispetto al 2019; in calo anche i valori del mercato interno (-9,6%).

Risentendo delle limitazioni e delle incertezze a livello internazionale, le esportazioni registrano un -16,5% e raggiungono un valore di oltre 4 miliardi di euro; si approssima invece agli 1,9 miliardi di euro il valore della bilancia commerciale. Per entrambi questi indicatori la cosmetica si classifica al terzo posto, tra i beni non food, nel confronto con settori contigui, dopo abbigliamento-moda e mobili.

«Le prospettive di ripresa per il 2021, seppur distanti dai valori del 2019, sono legate alla natura anticiclica del comparto. Il cosmetico è infatti un bene indispensabile, come la stessa pandemia ci ha ricordato – commenta Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia – Lo scorso anno abbiamo assistito ad una accelerazione nel cambiamento dei modelli di comportamento, alla ridefinizione degli equilibri internazionali e all’evoluzione dell’organizzazione del lavoro e delle relazioni personali: fenomeni che verosimilmente si sarebbero concretizzati nel medio periodo. Le imprese sentono da un lato la spinta alla ripartenza, dall’altro hanno però bisogno di nuove e solide condizioni per potersi realizzare, accompagnate da un piano governativo capace di affiancarle, anche in termini di promozione del Made in Italy, sul piano dell’innovazione, della digitalizzazione e dello sviluppo sui mercati esteri».

L’analisi dell’andamento dei canali distributivi evidenzia le dinamiche di reazione alla pandemia, condizionate dalla specializzazione di riferimento oltre che dalle limitazioni stesse che li hanno riguardati.
I canali professionali, acconciatura (-28,5%) ed estetica (-30,5%), risentono delle chiusure forzate del primo lockdown, oltre che – per l’estetica – delle ulteriori restrizioni per area geografica, con riferimento alle regioni in zona rossa.
Pesanti contrazioni si registrano anche nelle vendite dirette (porta a porta e per corrispondenza) che chiudono l’anno a -30% rispetto al 2019; condizionata dalle nuove modalità di acquisto che hanno spostato i consumi verso altri canali, la profumeria raggiunge invece un -27%.
Segnali di difficoltà arrivano anche dall’erboristeria, -26%, con andamenti diversi tra monomarca e punti vendita tradizionali. Farmacia e grande distribuzione sono invece i canali che, seppur con dati in contrazione, hanno contenuto i cali. La farmacia chiude infatti il 2020 con un trend attorno al -2,5%, analogamente alla grande distribuzione, anch’essa a -2,5%. Quest’ultima continua a rappresentare oltre il 41% dei consumi cosmetici.
Come avevano anticipato le precedenti rilevazioni, solo l’e-commerce mostra dati positivi: il suo valore raggiunge, secondo i dati preconsuntivi, i 700 milioni di euro (+42% rispetto al 2019), portando il retail digitale al quarto posto tra i canali di distribuzione con un peso del 7,4% sul totale mercato 2020.
Infine, il fatturato del contoterzismo scende a 1.370 milioni di euro (-17,5%), condizionato dalla contrazione della domanda estera, tradizionale volano della crescita per i produttori terzisti italiani.
«L’83% degli operatori intervistati ha segnalato che verrà raggiunto un equilibrio per la propria azienda e per i mercati di riferimento nel corso del 2021.

cosmetica italia

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Feb 242020 Gossip
 

Il fatturato del settore cosmetico raggiunge gli 11,9 miliardi, in crescita del +2% anche la spesa degli italiani

FEBBRAIO 2020 – Il settore cosmetico conferma la sua tenuta, nonostante le incertezze dello scenario mondiale e nazionale. Lo attestano le rivelazioni congiunturali a cura del Centro Studi di Cosmetica Italia.

La chiusura del 2019 segnala una crescita del 2,3% per il fatturato globale del settore cosmetico con un valore di 11,9 miliardi di euro. Anche le esportazioni mostrano la propria dinamicità con un valore di 5 miliardi di euro ( +2,9% rispetto al 2018 ) e incidono in maniera positiva sulla bilancia commerciale che si avvicina ai 2,9 miliardi.

Sul fronte del mercato interno si registrano in maniera positiva le performance di crescita del 2% anche per la spesa degli italiani, per un valore di oltre 10,3 miliardi di euro.

Significativo anche il contributo dei canali professionali: ad esempio l’acconciatura professionale segnala un +2% rispetto all’anno precedente e i centri estetici registrano una crescita del +0,9%.

Andamento positivo anche per profumeria ( +2% ) e farmacia ( +1,8% ) rispettivamente il secondo e terzo canale per la vendita dei cosmetici in Italia. In crescita anche il mass market ( +0,6% ), il canale erboristeria ( +1,4%).

Le dinamiche in continuo divenire dell’e-commerce generano ancora una volta i trend superiori agli altri canali di un bel +22%, invece il contoterzismo segnala a fine anno una crescita del +3,5%.

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