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Jun 232020 Gossip
 
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Il Coronavirus non spaventa i marchi del lusso, che mandano un segno di forza, alzando i prezzi. L’ultimo caso sembra riguardare Gucci che, in base a quanto riportato da Reuters, ha ritoccato al rialzo i listini di alcuni dei suoi prodotti.  E’ emerso  che i prezzi sono incrementati nella forchetta tra il 5-9% in mercati quali l’Italia, la Gran Bretagna e la Cina.

Gucci non è il primo brand del lusso ad attuare il rincaro in tempi difficili. Infatti, Louis Vuitton, a maggio, ha avviato un aumento dei prezzi non inferiore al 3 per cento, e Chanel, sempre a Maggio, aveva annunciato un rincaro dei prezzi sulle borse e su alcuni prodotti di piccola pelletteria in risposta all’aumento dei costi delle materie prime causato dal Covid-19.

Persone foto creata da halayalex – it.freepik.com

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May 132013 Gossip
 

Salone Parrucchieri

I rappresentanti del sindacato del terziario dei Verdi e dell’associazione degli imprenditori di categoria (la Zentralverband des Deutschen Friseurhandwerks), dopo un ciclo di trattative insolitamente rapido, hanno raggiunto un compromesso sull’aumento della soglia minima di guadagno di tutti i lavoratori che, forbici in mano, curano capigliatura e immagine di milioni di tedeschi. Sul punto economico sono tutti d’accordo: il salario minimo sarà portato a 8,50 euro l’ora. Divergenze persistevano solo sui tempi di introduzione della nuova soglia: il sindacato avrebbe voluto farlo subito e ovunque, gli imprenditori, considerando la diversificazione dei salari nelle varie regioni tedesche, avevano proposto una diffusione graduale sul territorio. Anche in questo caso è stato trovato un compromesso: si partirà nell’agosto 2015 e l’innovazione riguarderà tutti i parrucchieri iscritti al sindacato dei Verdi.

Il problema che affligge buona parte degli esercizi commerciali di questo genere in Germania è stato causato dalla proliferazione, nell’ultimo decennio, dei parrucchieri low-cost, filiali di grandi catene commerciali che offrono shampoo, taglio e messa in piega a prezzi stracciati, tra i 10 e i 14 euro, a seconda delle regioni. Il salario minimo dovrebbe non solo migliorare la condizione dei tanti giovani impegati con paghe basse all’interno dei saloni low-cost, ma contribuire a riequilibrare l’intero mercato.

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