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Selected from: Lex Market

Despite the economic adversity, in the first half year L’Oreal’s has posted a big hike in profits.
Its income rose from €1.09bn last year to reach €1.32bn, an increase of 21 percent – a figure that was driven by a 10 percent rise in sales for the first six months of the year to €9.7bn.

First half operating profit was also positively impacted, driven by reductions for internal costs manufacturing expenses, which helped to increased production volumes by 21 percent to €1.67bn.

Cost cutting initiative and ad investment pay off
L’Oreal introduced a major cost cutting strategy last year in an effort to help stave off a slump in sales caused by the worldwide economic recession.

However, the one area the company chose not to reduce costs was advertising, with investment in this area rising by 0.45 percent to reach 30.5 per cent of total sales for the six month period.

According to Andrew Wood, financial analyst at Sanford Bernstein, this investment has helped to boost growing sales in developing markets and to stave off further declines in the more troubled European markets.

Profits beat expectations sending share prices soaring
The profit figures beat market expectations and share prices jumped by 10 percent on the Paris Bourse following the announcement – the biggest rise in nearly two years.
In a rare statement made to French financial newspaper Les Echos, L’Oreal CEO Jean-Paul Agon stressed his belief that the strong results showed the recent financial scandal implicating L’Oreal heiress Liliane Bettencourt had no bearing on the way the business operated.
However, in a press conference to discuss the results, Agon did also state that he was more cautious about the outlook for the rest of the year by underlining that the strength of the performance in the first half of 2010 was unlikely to be repeated in the second half.

Growth is slowing in the European hair care market as consumers are looking to pare down their beauty regime, making styling products less popular.
The market was valued at $19.63bn (€15.3bn) in 2009 and is expected to grow to $21.63bn by 2014, a compound annual growth rate of 2 per cent, according to Datamonitor figures.

This compares well to the drop in the market that is expected in the US over the same time period but falls short of the compound annual growth rate of 4.5 per cent expected in Asia Pacific.
However, as the European market includes Russia and a number of other developing markets, the growth figures hide a more complicated picture.

“Growth in the Russian market over the time period 2004 – 2014 is expected to be 78 per cent, compared to 4 per cent in France, although this is of course from a low base,” explained analyst Mark Whalley.

Styling products suffering
For the more developed European markets of France, Germany and the UK, growth is slowing and it is styling products in particular that appear to be suffering.
Whalley told CosmeticsDesign-Europe.com that this is likely to be due to the current fashion for a more natural look, rendering products such as hairspray, mousse and gel, less necessary.

Although these products appear to be taking a knock, the analyst said effects such as this are often related to fashion and this class of products may well take off again in the future.

“The nature of this market tends to work in short term, it could be well be the case in five years that everyone goes backs to highly gelled looks,” he said.
Looking at areas of potential growth, Whalley highlighted that, as in many other sectors of the personal care and cosmetics market, it was the natural and organic trend that offers the biggest promise.
According to Datamonitor figures the Europe, Asia Pacific and US hair care markets amounted to $40.1bn in 2009, up from $34.37bn in 2004.
The compound annual growth rate for this period which stands at 3.1 per cent is expected to slow to 2.4 per cent for the period 2009 – 2014.

12 apr 10
ATTENZIONE !

Ha diritto al risarcimento del danno morale chi subisce ustioni durante un trattamento estetico.
Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato la condanna dei titolari di un centro estetico, ritenuti responsabili di lesioni colpose per aver provocato in una cliente delle bruciature alle gambe mentre questa era sottoposta a un trattamento depilatorio. I due imputati erano stati condannati dal tribunale di Macerata a pagare una multa di 600 euro e a risarcire la cliente per il danno biologico e morale, quest’ultimo quantificato in 2 mila euro. La Suprema Corte  ha rigettato i ricorsi degli imputati, sottolineando, in particolare, che è punibile il «mancato controllo» da parte dei responsabili di un centro estetico «diretto a verificare che gli operatori del centro adottassero le ordinarie precauzioni volte ad evitare eventi di quel tipo», quali le ustioni.

Nonostante gli effetti della crisi, in Italia crescono i consumi di cosmetici in tutti i canali ad eccezione dei saloni estetici e dell’acconciatura rispettivamente in calo del 4,5% e del 5,1%. Il valore totale è pari a 9.107 milioni di euro per un tasso di sviluppo dello 0,3%. Sono i dati resi noti dall’Unipro, l’Associazione italiana delle imprese cosmetiche. Significativa la crescita delle vendite nella grande distribuzione, +2,6% che, con un valore di 4.100 milioni di euro, conferma di saper assecondare le modificazioni di gusto e di propensione all’acquisto dei consumatori. Sono consumatori fedeli all’uso quotidiano di cosmetici, rileva l’Unipro, magari si spostano tra i vari canali, adocchiano nuove proposte e scelgono con sempre piu’ consapevolezza. Se il mercato interno sostiene i fatturati delle imprese, pesano i forti rallentamenti dei mercati internazionali, che hanno portato ad un calo dell’export di 9,8 punti percentuali per un valore di 2.080 milioni di euro. La contrazione totale dei fatturati scende a -2,5%.

Per saperne di più:

Unipro: non si ferma la voglia di comprare cosmetici.

Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, presenta i dati congiunturali relativi al secondo semestre 2009 e le previsioni del primo semestre 2010 durante la conferenza stampa a Palazzo Turati a Milano.
Il consumo di prodotti cosmetici non si ferma soprattutto nella grande distribuzione, nelle farmacie e in erboristeria. I consumi totali di cosmetici nel 2009 in Italia si attestano sui 9.100 milioni di euro. I fatturati delle imprese, prossimi agli 8.300 milioni di euro risentono del calo delle esportazioni. Nonostante il perdurare di tensioni sui consumi e l’indebolimento del potere d’acquisto delle famiglie, i consumatori non rinunciano ad un uso che è diventato un gesto quotidiano, sono diventati più attenti, più selettivi, cercano il cosiddetto “miglior prezzo” perché sanno che per ogni prodotto è possibile trovare la miglior combinazione canale-prezzo-qualità. Le industrie hanno accolto la maturazione del consumatore e ne hanno saputo soddisfare i bisogni pur in un momento di ridimensionamento strutturale dell’intera economia. Dalla presentazione dell’indagine congiunturale del Centro Studi e Cultura d’Impresa di Unipro emerge una situazione di mercato ancora disomogenea, mediamente positiva anche se alcune ombre persistono soprattutto sui canali professionali:

  Preconsuntivi II 2009 Variazione % Previsioni I 2010 Variazione % Valore 2009 Milioni di euro
Canali Tradizionali      
Grande Distribuzione +2,4 +2,5 3.600
Profumeria -3,8 -1,5 2.320
Farmacia +2,7 +3,1 1.400
Erboristeria +2,5 +4,0 330
Canali Professionali      
Acconciatura -3,9 -3,5 700
Centri Estetici -3,8 -2,5 200

 

Questi i dati presentati dal Presidente di Unipro, che afferma: “Lo sforzo delle imprese della cosmetica prosegue da tempo al servizio di mercati in evidente ridefinizione strutturale. Nel 2010 assisteremo ad un’ulteriore evoluzione del mercato cosmetico: per questo Unipro ha deciso di investire risorse ed energie per favorire le imprese in questo momento. Il primo appuntamento importante, sarà il Cosmoprof di Bologna dove, data la portata internazionale della manifestazione, sarà possibile misurare la competitività delle imprese Italiane non solo sul mercato interno ma soprattutto nei confronti dei mercati esteri che stanno registrando importanti segnali di ripresa.

Scenari economici industria cosmetica e Made in Italy a confronto.

Congiuntura trend e investimenti nel settore cosmetico.

01 dic 09
PANEMA-EXAGON

La Società PANEMA, creatrice del Software gestionale EXAGON,
si è meritata l’inserimento nei Primi 100 Marchi “PRODUCT of EXCELLENCE 2010”

EXAGON è un programma specifico e specialistico per il mondo dell’hairstyle,
creato per una perfetta amministrazione del salone.
Complimenti per l’alta professionalità.

La regione Lombardia fa propria la rivolta degli artigiani milanesi e lombardi, che, poco meno di una settimana fa hanno denunciato come ormai insostenibile la concorrenza sleale messa in atto dai coiffeur del sol levante. E promette che entro Novembre, dopo che sarà approvata la legge di ritorno dell’artigianato, l’assessorato di competenza emanerà un regolamento sull’attività di acconciatore che tra le nuove regole vedrà anche l’obbligo di una qualifica professionale per i parrucchieri stranieri. Così come avviene per gli altri esercizi, sarà verificato il rilascio di regolare ricevuta fiscale e l’utilizzo di prodotti di qualità, il tutto nel rispetto delle vigenti leggi igienico-sanitarie. Sarà il diploma triennale a fare la differenza poiché chi non lo possiede, o non possiede titoli equipollenti, non potrà avviare l’esercizio. I requisiti di ogni esercizio verranno verificati annualmente e se non rispettati l’attività potrà essere sospesa. Nel caso in cui l’esercizio risulti recidivo il titolo autorizzativo dovrà essere revocato. La legge sul riordino dell’artigianato verrà licenziata entro il mese di ottobre; a ruota sarà emanato il regolamento. Al momento, secondo gli artigiani, sarebbero pochissimi gli acconciatori stranieri a possedere una qualifica. Marco Accornero, segretario generale dell’Unione Artigiani precisa: “non è una lotta contro gli stranieri ma la competizione si basa su regole uguali per tutti”.

Barba e capelli a 5 euro, il taglio di grido (capelli dritti e frangia scalata sugli occhi) a 10 euro. Prezzi stracciati e niente appuntamento nelle decine di parrucchieri cinesi, aperti da mattina a tarda sera. Da inizio anno un terzo delle ditte individuali iscritte nel settore parrucchieri-estetisti alla Camera di Commercio è made in China: 41 su 124. Per gli artigiani italiani che, ponendo il tema della insostenibilità della concorrenza, avevano chiesto tutela, la Regione ha pronto un «nuovo regolamento». Ovvero il nuovo «testo unico per la disciplina e promozione dell’artigianato lombrado». Non solo nella legge allo studio si pone come vincolo di base il procedimento Diap (dichiarazione di inizio attività produttiva), ma si introducono correttivi sul tema dei controlli e sanzioni. E nel regolamento annesso si definiscono in modo «rigoroso i requisiti per l’esercizio della professione di acconciatore». Off limits i prodotti di dubbia provenienza o non regolamentati. Comune e Asl dovranno vigilare e accertare i requisiti igienici non solo dei locali. Come per ristoranti, bar e gelaterie. Ieri l’assessore dell’Artigianato regionale, Domenico Zambetti, ha incontrato le associazioni di categoria organizzato dall’Unione Artigiani della Provincia, nella sala teatro della scuola militare «Teuliè», dal titolo emblematico: «Concorrenza sleale e abusivismo stanno distruggendo la categoria». E ha annunciato entro breve «un regolamento che tuteli gli acconciatori lombardi dalla concorrenza sleale, specie straniera e in particolare asiatica. I controlli igienici-sanitari saranno potenziati, coinvolgeranno anche le Camere di Commercio. Tutta l’attività dovrà svolgersi nella massima trasparenza». Parrucchieri ed estetisti stranieri e non parlano solo mandarino. Dal Lazzaretto a Quarto Oggiaro, gli acconciatori arrivano da Marocco, Romania, Egitto e Repubblica dominicana. Tanti, troppi. Da tempo Nas e vigili ricevono segnalazioni: «La categoria è in subbuglio – dice Marco Accornero, dell’Unione Artigiani –. Una piega a 5 euro è una tariffa impraticabile per chi in un salone segue alla lettera leggi e regole».

COMMISSIONE UE
Il vicepresidente della Commissione Europea Margot Wallström, ha risposto con una lettera alla richiesta avanzata dalla commissione Finanze della Camera, di estendere l’aliquota IVA ridotta ai servizi prestati dalle piccole imprese italiane (parrucchieri).
Purtroppo per la UE non ci sono possibilità d’intervento.

“Battuta d’arresto nel I° semestre 2009 per il consumo di cosmetici. In calo dell’1,9% il valore di mercato, ancora prossimo ai 9 miliardi di euro. Attesa la ripresa nella seconda parte dell’anno.”

UNIPRO ha presentato oggi, presso il Palazzo Affari ai Giureconsulti di Milano, i dati congiunturali relativi al primo semestre e le previsioni del secondo semestre 2009.

Fabio Franchina, recentemente riconfermato alla presidenza di UNIPRO per il terzo biennio consecutivo, evidenzia uno scenario industriale caratterizzato da segnali disomogenei all’interno dei singoli canali. In contrazione del 2,5% per quanto riguarda il fatturato, prossimo agli 8′100 milioni di euro, condizionato dal rallentamento del mercato interno (-1,9%) e sopratutto delle esportazioni, con un calo atteso del 4,5%. A livello internazionale, pesano sicuramente i forti condizionamenti sui consumi per effetto della crisi finanziaria che non ha ancora abbandonato la maggior parte delle economie mondiali. A livello nazionale i consumi di cosmetici sono influenzati da una propensione al consumo più cauta, sicuramente incapace di rinunciare del tutto all’uso di prodotti per l’igiene e la bellezza personale, divenuto ormai quotidiano. Se da un lato proseguono i trend positivi del consumo nei primi sei mesi dell’anno del canale farmacia, +3%, e dell’erboristeria, +2%, si avvertono in maniera evidenti le diminuzioni delle frequentazioni dei saloni professionali, acconciatura (-7,1%) ed estetica (-4%). Tiene la grande distribuzione organizzata, con un valore di mercato atteso a fine anno attorno ai 3′600 milioni di euro; cala la domanda nelle profumerie, -3% nel periodo gennaio-giugno, -2% nella seconda metà dell’anno con un valore di poco superiore ai 2′300 milioni di euro previsti per la fine del 2009. Segnali meno confortanti vengono dai produttori conto terzi che solitamente anticipano le tendenze di mercato e che prevedono una chiusura d’esercizio negativa per più di 4 punti percentuali. Le previsioni per la seconda parte dell’anno, in generale, sono caratterizzate delle incertezze congiunturali e da condizioni poco dinamiche sul versante del retail.

Durante la presentazione de dati congiunturali, l’intervento di Giampaolo Fabris (Professore Ordinario Sociologia dei Consumi – Iniversità San Raffaele) sugli stili di consumo ha annunciato la prossima edizione del Sana, salone del naturale, che si terrà a Bologna dal 10 al 13 settembre. Marisa Corso, Direttore Commerciale Bologna Fiere anticipa le novità della prossima edizione.

La conferenza stampa ha affrontato anche il tema dei prodotti biologici e naturali, ne parlano Antonio Argentieri (Presidente Gruppo Vendite in Erboristeria di Unipro), Riccardo Anuchinsky (Responsabile Relazioni Internazionali Icea-Cosmos: voce comune di diversi enti certificatori nazionali), Riva per NaTrue (Organizzazione di aziende che operano nel settore naturale/bilogico) e Stefano Dorato (Expert Team Natural and Organic Products – Colipa: associazione che rappresenta il 95% dell’industria cosmetica europea)