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Oct 192016 Gossip
 

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COTY (proprietaria di WELLA), una delle più grandi Aziende al mondo nel settore cosmesi, acquisisce GHD, marchio leader nella produzione di piastre e apparecchiature per capelli. La transazione, (del valore di circa 510 milioni di dollari) rafforza ulteriormente la posizione di leadership mondiale di Coty nella categoria Professional Hair.

Con l’ingresso delle linee GHD si prevede che COTY rafforzi ulteriormente la sua posizione di leader a livello mondiale nella categoria professionale dei capelli.

GHD, acronimo di “Good Hair Day,” ha generato 178 milioni di sterline di fatturato nell’anno fiscale 2016.

GHD ha sede a Londra e sviluppa operazioni commerciali nel Regno Unito, Australia, Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna, Italia e molti altri mercati. La società si sta espandendo dal suo canale principale dei saloni verso punti vendita premium ed e-commerce.

GHD entrerà a far parte della divisione COTY PROFESSIONAL BEAUTY, dove sarà gestita come un business indipendente, guidato dal suo attuale CEO Anthony Davey e il suo management team.

Anthony Davey riporterà a Sylvie Moreau, Presidente di COTY PROFESSIONAL BEAUTY.

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    Jul 222016 Gossip
     

    Nel settore cosmetico italiano il 2016 inizia in modo positivo: alla fine dell’anno si stima che il valore del mercato sarà prossimo ai 9.900 milioni di euro, con una lieve ma positiva crescita, registrata sia sui valori che sulle quantità.

    Inizia la lenta ripresa del canale profumeria, che aveva vissuto un momento negativo. In evidenza le vendite dirette, che incorporano la forte crescita dell’e-commerce. Grazie all’ulteriore dinamica delle esportazioni, il fatturato globale del settore, cioè il valore della produzione, a fine anno supererà i 10.500 milioni di euro, con una crescita di cinque punti percentuali, ancora una volta favorito dalla competitività dell’offerta italiana sui mercati esteri. Il valore delle esportazioni supererà, infatti, i 4.200 milioni di euro, con una crescita stimata di oltre undici punti percentuali.

    Le prospettive di crescita dell’economia mondiale si confermano moderate: tra i paesi industrializzati, l’economia degli Stati Uniti è attesa registrare una lieve accelerazione su ritmi espansivi del PIL di poco superiori al 2% medio annuo a partire dal 2017.  In Europa la crescente incertezza imporrà un rallentamento nel 2017-’18; gli investimenti saranno la componente più penalizzata, a fronte di un impatto più limitato per i consumi delle famiglie. A mitigare l’intensità del rallentamento dovrebbero contribuire l’orientamento espansivo delle politiche economiche e il deprezzamento dell’euro atteso nel 2017. Tra i mercati emergenti si prevede un’espansione robusta dell’India, intorno al 7% medio annuo, mentre per la Cina è confermato uno scenario di rallentamento.

    Gli indicatori industriali, investimenti in innovazione in primis, segnano andamenti costantemente in crescita, così come gli investimenti in allargamento della capacità produttiva, indice di un clima con prospettive ottimistiche. Nell’industria cosmetica si riduce il dualismo tra aziende in crescita e aziende in crisi e, in riferimento alla domanda, quella tra mercato interno (in ripresa) e mercato estero (in costante espansione).

    evoluzione-industria

     

    È comunque ancora la componente estera della domanda che impatta sulla crescita dei fatturati anche per il 2016: le esportazioni, infatti, segnano una proiezione del +11%, per un valore superiore ai 4.200 milioni di euro.

    esportazioni

     

    L’andamento del mercato cosmetico italiano riprende a crescere. L’analisi dei trend dal 2009 a oggi registra, infatti, una crescita media annua dello 0,7%, ben al di sopra degli andamenti registrati dai settori dei beni di consumo contigui alla cosmetica. Il peso del mercato interno sui valori di produzione risente sicuramente di nuove dinamiche da parte dei consumatori, sempre più sensibili alla multicanalità, attratti dalle nuove forme di vendita online, ma soprattutto desiderosi di soddisfare nuove realtà di shopping experience come i monomarca e i canali specializzati.

    canali

    Nel settore acconciatura professionale la generalizzata diminuzione dei passaggi in salone da oltre cinque anni ha condizionato il canale professionale dell’acconciatura, che ha faticato a modificare l’approccio a una clientela sempre più esigente e attenta al servizio. Nel corso della recente rilevazione si annuncia l’inversione di segno: si passa, infatti, dal -2,2% del 2015 al +0,5% del primo semestre e al +1% del secondo semestre del 2016; premiando il lavoro di fidelizzazione e rimodulazione dei servizi che alcuni acconciatori hanno avviato, anche con maggiore attenzione alla rivendita.  Si dilata la contrapposizione, a due velocità, tra i saloni in grado di avvicinare nuovi consumatori con politiche di fidelizzazione e promozione e quelli che faticano a rinnovare il servizio, sicuramente perché meno avvezzi alle mutazioni.

    Di buon auspicio le indicazioni dei contoterzisti che segnalano la crescita del 4%, e nelle previsioni per il secondo semestre, +4,5%. Grazie alle loro indicazioni si può comprendere l’evoluzione di medio-lungo periodo dei canali a valle, anche se, inevitabilmente, sul sentimento degli intervistati incide l’andamento dei mercati internazionali, storicamente il primo canale di sbocco dei terzisti italiani che esportano oltre l’80% della loro produzione.

    Gli investimenti in comunicazione nel 2016 risultano stabili con il 54% contro il 30% dello scorso semestre, dopo l’aumento registrato nell’anno precedente: le previsioni di aumento scendono dal 60% del dicembre 2015 al 43% attuale, mentre quelle in diminuzione passano dal 8% al 4%. Viene confermato l’andamento degli investimenti pubblicitari di comparto, sempre più multicanale e naturalmente orientati verso il web e i social media: le campagne di comunicazione virale, branding e social care delle aziende proseguono l’attenzione all’evoluzione dei mezzi di comunicazione.

    export

     

    La classifica delle famiglie di prodotti italiani più esportati nel mondo, vede al primo posto i prodotti per capelli, con un valore di oltre 750 milioni di euro (+13%), seguiti dai prodotti per il trucco, 704 milioni (+17%).

    logo-cosmetica

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      Jul 092013 Gossip
       

      Dall’analisi che COSMETICA ITALIA, Associazione italiana delle Imprese Cosmetiche, ha effettuato tra i Parrucchieri italiani, emerge un quadro di pessimismo. La crisi è fortemente percepita dal settore, il che si è tradotto in una forte riduzione del personale nei Saloni (il 12% dei Saloni ha effettuato tagli tra i dipendenti). Continuano però ad aumentare i prezzi dei servizi (il 22% dei Saloni ha ritoccato il listino). Molti i professionisti che hanno scelto di reagire al periodo di difficoltà in maniera propositiva: il 30% effettua promozioni sui servizi, il 21% ne ha introdotti di nuovi, il 19% ha rinnovato gli allestimenti, il 9% ha aumentato le ore di apertura ed ha adottato prodotti tecnici più prestigiosi.
      La principale richiesta che i Parrucchieri rivolgono alle Aziende produttrici di cosmetici e accessori professionali è di tipo commerciale: prodotti in esclusiva, agevolazioni sulle condizioni di acquisto, prezzi convenienti.

      Dall’indagine emerge in particolare che i Parrucchieri sentono la mancanza di materiale promozionale e pubblicitario, ed è proprio questa la leva su cui le Aziende dovrebbero spingere per acquisire nuovi clienti.

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        Dec 202012 Gossip
         
        Unipro
        La rilevazione congiunturale di fine 2012 consegna una situazione sicuramente meno ottimistica rispetto ai precedenti esercizi e conferma il sentimento degli operatori intervistati, orientati verso una moderata valutazione del mercato interno e preoccupati per la contrazione di alcuni fondamentali indicatori. Il mercato italiano dei cosmetici è toccato da quei freni che già da tempo incidevano sulla propensione al consumo di larghe fasce di consumatori, senza tuttavia raggiungere i livelli di crisi e stagnazione di altri comparti contigui come la moda, la calzatura, e l’home entertainment. A fine anno il valore del mercato tocca i 9.700 milioni di euro con una contrazione di poco più di un punto percentuale.
        Unipro
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          Jun 152012 Gossip
           
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            Apr 282011 Gossip
             
            LETTO SU
            Italia Oggi
            Bloccata la comparazione
            Olaz Regenerist – l’Oréal
             
            Olaz - l'OréalPer P&G si trattava di una comparazione pubblicitaria suggestiva e innocua per la concorrente l’Oréal ma il giudice ha sanzionato lo spot per contrasto con gli articoli 2 (pubblicità ingannevole) e 15 (comparazione scorretta) del Codice di Autodisciplina pubblicitaria, imponendone il blocco della trasmissione.
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              Apr 262011 Gossip
               
              April 19 (Bloomberg) — L’Oreal SA, the world’s largest cosmetics maker, reported first-quarter sales growth that beat analysts’ estimates as customers bought more Maybelline makeup and Ralph Lauren fragrances. Revenue climbed 9.3 percent to 5.16 billion euros ($7.38 billion), the Paris-based company said today in a statement. The average estimate of 13 analysts surveyed by Bloomberg was for sales of 5.03 billion euros. Excluding acquisitions and currency shifts, revenue rose 5.8 percent. Demand in the Americas and Asia and for products such as Giorgio Armani fragrances and Maybelline mascara helped drive sales after fourth-quarter sales missed estimates. Chairman and Chief Executive Officer Jean-Paul Agon reiterated that L’Oreal is confident of outperforming the global cosmetics market, which it has predicted will grow at least 3 percent in 2011.
              ‘Powerful Momentum’: sales at the consumer-products division, L’Oreal’s largest source of revenue, increased 6.3 percent, excluding currency shifts and acquisitions. Maybelline’s “powerful momentum” is continuing, L’Oreal said. Like-for-like sales at the luxury unit, whose products include Ralph Lauren fragrances and Biotherm skincare, climbed 7.7 percent. Professional-product sales rose 3.1 percent on the same basis, helped by sales of Inoa hair colorant. Body Shop revenue gained 0.8 percent. Comparable sales advanced 0.5 percent in western Europe, led by the U.K., northern Europe and “continuing dynamism” in travel retail, L’Oreal said. The situation is “more uncertain” in some southern European countries, the company said, while sales in so-called new markets increased 12 percent on the same basis. Sales in Japan fell 5.9 percent on this basis at the end of March, the company said. L’Oreal said it’s too early to evaluate the impact of last month’s earthquake on the year.
              Taken from an article by Andrew Roberts
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                Nov 092010 Gossip
                 
                Diritto di recesso quando si compra su Internet: le regole 2010-2011.
                Costo trasporto non va pagato.
                e-commerce on-lineCome fare a recedere da un acquisto effettuato online? In materia arriva una nuova sentenza della Corte di Giustizia della Comunità europea che non prevede alcuna spesa per il consumatore che decide di esercitare il diritto di recesso da un acquisto effettuato via internet.
                Ciò significa che se dopo aver effettuato un acquisto a distanza e dopo aver ricevuto l’articolo a casa si decide di restituirlo al venditore, quest’ultimo dovrà rimborsare all’acquirente non solo il valore dell’oggetto acquistato, ma anche le spese di spedizione a domicilio della merce.
                Spesso ormai si effettuano acquisti su Internet: per alcuni è diventata una sorta di tendenza modaiola che garantisce una comodità in più, e cioè scegliere e comprare ciò che più si desidera direttamente da casa propria. I più ricorrenti sono gli acquisti di libri, capi di abbigliamento, cd musicali, prodotti elettronici che possono essere molto più convenienti e in alcuni casi anche comodi da acquistare su Internet perché a volte non sono reperibili in Italia.
                Prima di procedere all’acquisto, bisogna considerare che al costo del prodotto bisogna aggiungere il Vat, cioè l’imposta sul valore prevista per lo Stato in cui si acquista e l’eventuale dazio doganale che si dovrà pagare.
                Per la tranquillità di molti che dubitano della sicurezza degli acquisti online, ricordiamo che un documento diffuso dalla Commissione Ue ritiene che la maggior parte dei siti per acquisto online di prodotti elettronici siano ormai da considerarsi sicuri e comprare su Internet apparecchi come fotocamere digitali o lettori musicali sia molto più sicuro, dopo le misure adottate contro i siti web che causavano problemi.
                L’84% dei siti del settore monitorati è risultato in regola con le normative Ue, rispetto al 44% di un analogo monitoraggio 2009.
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                  Aug 302010 Gossip
                   

                  Despite the economic adversity, in the first half year L’Oreal’s has posted a big hike in profits.
                  Its income rose from €1.09bn last year to reach €1.32bn, an increase of 21 percent – a figure that was driven by a 10 percent rise in sales for the first six months of the year to €9.7bn.
                  First half operating profit was also positively impacted, driven by reductions for internal costs manufacturing expenses, which helped to increased production volumes by 21 percent to €1.67bn.

                  Cost cutting initiative and ad investment pay off
                  L’Oreal introduced a major cost cutting strategy last year in an effort to help stave off a slump in sales caused by the worldwide economic recession.
                  However, the one area the company chose not to reduce costs was advertising, with investment in this area rising by 0.45 percent to reach 30.5 per cent of total sales for the six month period.
                  According to Andrew Wood, financial analyst at Sanford Bernstein, this investment has helped to boost growing sales in developing markets and to stave off further declines in the more troubled European markets.

                  Profits beat expectations sending share prices soaring
                  The profit figures beat market expectations and share prices jumped by 10 percent on the Paris Bourse following the announcement – the biggest rise in nearly two years.
                  In a rare statement made to French financial newspaper Les Echos, L’Oreal CEO Jean-Paul Agon stressed his belief that the strong results showed the recent financial scandal implicating L’Oreal heiress Liliane Bettencourt had no bearing on the way the business operated.
                  However, in a press conference to discuss the results, Agon did also state that he was more cautious about the outlook for the rest of the year by underlining that the strength of the performance in the first half of 2010 was unlikely to be repeated in the second half.

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                    Aug 302010 Gossip
                     
                    Growth is slowing in the European hair care market as consumers are looking to pare down their beauty regime, making styling products less popular.
                    The market was valued at $19.63bn (€15.3bn) in 2009 and is expected to grow to $21.63bn by 2014, a compound annual growth rate of 2 per cent, according to Datamonitor figures.

                    This compares well to the drop in the market that is expected in the US over the same time period but falls short of the compound annual growth rate of 4.5 per cent expected in Asia Pacific.
                    However, as the European market includes Russia and a number of other developing markets, the growth figures hide a more complicated picture.
                    “Growth in the Russian market over the time period 2004 – 2014 is expected to be 78 per cent, compared to 4 per cent in France, although this is of course from a low base,” explained analyst Mark Whalley.

                    Styling products suffering
                    For the more developed European markets of France, Germany and the UK, growth is slowing and it is styling products in particular that appear to be suffering.
                    Whalley told CosmeticsDesign-Europe.com that this is likely to be due to the current fashion for a more natural look, rendering products such as hairspray, mousse and gel, less necessary.
                    Although these products appear to be taking a knock, the analyst said effects such as this are often related to fashion and this class of products may well take off again in the future.
                    “The nature of this market tends to work in short term, it could be well be the case in five years that everyone goes backs to highly gelled looks,” he said.
                    Looking at areas of potential growth, Whalley highlighted that, as in many other sectors of the personal care and cosmetics market, it was the natural and organic trend that offers the biggest promise.
                    According to Datamonitor figures the Europe, Asia Pacific and US hair care markets amounted to $40.1bn in 2009, up from $34.37bn in 2004.
                    The compound annual growth rate for this period which stands at 3.1 per cent is expected to slow to 2.4 per cent for the period 2009 – 2014.
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