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19 Jan 10
PANEMA / EXAGON
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DIVIETO DI RIFARSI IL SENO ALLE MINORI DI DICIOTTO ANNI

Se il governo esce di “seno”, vietando le protesi alle under 18, le teen ager escono di senno. Con il varo da parte del consiglio dei ministri del disegno di legge che istituisce il Registro delle protesi mammarie, con le quali si vieta l’impianto delle protesi al silicone alle under 18, le più giovani, aspiranti super maggiorate, dovranno aspettare la maggiore età per farsi il regalo esteticamente più appagante, soprattutto quelle che sognano di fare le “letterine” in televisione. “Esprimo grande soddisfazione”, dice il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, “per l’approvazione di un provvedimento che ritengo fondamentale a tutela della salute di tutte le donne che accedono ad un intervento di protesi mammaria, anche per puro motivo estetico, e non potevano essere lasciate nell’attuale Far West”.

Il provvedimento del governo, oltre al registro, mira anche a regolare il “traffico” delle protesi all’interno di questa prateria.“L’istituzione del Registro”, spiega la Martini, “interviene fornendo un protocollo che coinvolge la piena tracciabilità dell’intervento, delle protesi utilizzate e del follow-up della paziente. Permetterà inoltre, di proseguire nelle attività di screening per la diagnosi precoce del tumore al seno con la consapevolezza rispetto al numero delle donne impiantate in Italia, nel rispetto  della loro privacy”. Nel provvedimento del governo, dunque, non c’è tanto un intento repressivo, quanto un’opera di prevenzione e sensibilizzazione che mira a salvaguardare la salute delle donne. “L’importanza del divieto di impianto a fini estetici per le minori di 18 anni”, spiega il sottosegretario, “sta nel fatto che questa norma rappresenta uno “stop” a tutela delle adolescenti al dilagare di una inconsapevolezza diffusa che rasenta l’incoscienza rispetto all’accesso ad interventi di protesi mammarie che comportano rischio clinico e che non possono diventare fattore di moda o di costume”. Non tutti, però, sono d’accordo con la linea del governo. Giuseppe Luigi Palma, presidente dell’ordine nazionale degli psicologi, non è affatto convinto della bontà  del provvedimento. “No a generalizzazioni e divieti assoluti”, dice Palma, “ma valutare caso per caso con una consulenza psicologica prima di fare o rifiutare l’intervento alle adolescenti anche solo per motivi estetici”. A sorpresa, invece, si schiera in favore della proposta del governo Belen Rodriguez, la soubrette televisiva più amata del momento e, tra l’altro, già passata sotto al bisturi del chirurgo plastico “per rimodellare il seno dopo un dimagrimento”. Sono d’accordo con la legge che vieta le protesi al seno alle under 18. Se mia figlia mi chiedesse a 16 anni di rifarselo, la prenderei a schiaffoni”.

Hair by: Angelo Seminara @ Trevor Sorbie – UK
Collection: Gravité
Make-up: Denise Rabor
Stylist: Charlie Anderson
Photography: Andrew O’Toole
Products: Trevor Sorbie Professional Salon X-Clusive

ciò che conta a lungo andare è la reputazione.

Fidelizzazione clienti nel breve periodo, reputazione e creazione di valore per la marca nel lungo periodo. Queste le strategie di marketing adottate dalle imprese italiane, soprattutto in tempi di crisi. E’ quanto emerge dalla ricerca “Il sistema di comunicazione aziendale integrata tra reale e virtuale nelle grandi imprese italiane” realizzata da Simonetta Pattuglia, docente di Comunicazione delle imprese dell’Università di Roma Tor Vergata e presentata ieri a Roma in occasione della quarta conferenza sulla comunicazione e sui media “Creatività e tecnologia in libertà vigilata dal brand”.
Con la ricerca che ha interessato 48 aziende, tra cui grandi brand e rappresentanti di tutti i settori, dal Made in Italy al settore energetico, fino alla carta stampata, sono stati verificati gli obiettivi marketing nei due e nei cinque anni. “Nei cinque anni”, ha spiegato Pattuglia, “emergono gli obiettivi di marketing tipici delle strategie di medio periodo: la fidelizzazione clienti piuttosto che la crescita quota di mercato o anche il roi. Resta forte la creazione di valore della marca, quasi scompare la creazione di immagine. Un’ulteriore riprova di quanto sia di breve periodo la strategia che poggia sull’immagine e quanto invece nel medio-lungo ci si affidi alla reputazione e quindi alla creazione di valore per la marca (che è prodotto, ma anche prezzo, soprattutto in epoca di crisi, e politiche alte di comunicazione)”.
In una scala da 1 a 10 marketing ondine e off line si integrano per una media di 7,6.
Secondo la ricerca le aziende fanno comunicazione per essere uniche e riconoscibili, per differenziare il ruolo dell’azienda rispetto ai competitor, identificare il brand e per agire coerentemente con questo.
Secondo Carlo Fornaio, direttore comunicazione di Telecom Italia, “non c’è ancora, soprattutto nelle imprese italiane, la consapevolezza del cambiamento che la rete ha prodotto e produrrà nella nostra abitudine alla comunicazione d’impresa. Quando c’è la grande azienda, o partito, o leader l’atteggiamento del soggetto che parla è quello che si riferisce alla comunicazione precedente, ovvero quella senza internet”.
Secondo le aziende intervistate entro i prossimi cinque anni internet rimarrà un mezzo di comunicazione per colpire travet più giovani e socialmente più evoluti, ma si riconosce alla rete un ruolo crescente nelle strategie di marketing e comunicazione aziendale.

PROCTER & GAMBLE, la multinazionale americana che controlla marchi come WELLA, GILETTE, PAMPERS e DURACELL, ha lanciato “eStore”, un sito internet per la vendita dei suoi prodotti. Una mossa che le consentirà di rivolgersi direttamente ai consumatori entrando in concorrenza con le grandi catene di rivendita al dettaglio, che sono poi i principali clienti della società. Il sito di e-commerce servirà anche come laboratorio attraverso il quale – fa sapere l’azienda – condurre ricerche di mercato sui consumi. Non è prevista la vendita di prodotti Wella tramite il nuovo“eStore.


Questa la moda che impazzerà a Giugno
in occasione dei Mondiali di Calcio in Sud Africa:
treccine afro chiuse da palline colorate, nei colori della squadra del cuore !

 

Ecco alcuni marchi di qualità e sicurezza utilizzati nei diversi paesi del mondo per certificare i prodotti che rispettano i requisiti tecnici normativi. Ad esempio il marchio Nom viene utilizzato sui prodotti commercializzati in Messico, e così via. In Europa, dove vige l’obbligo della marcatura Ce, è possibile trovare anche i marchi volontari Enec, Gs, D, Ul, etc. Va sottolineato che tutti i prodotti destinati alla vendita in Cina vengono obbligatoriamente sottoposti a verifica dagli enti terzi indipendenti riconosciuti dal governo cinese (che rilasciano il marchio CCC) mentre quelli cinesi esportati in Europa sono tenuti soltanto al rispetto della marcatura CE.