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Il ricambio stagionale non c’entra. Dopo il sole, è lo smog l’altro nemico della chioma. Aiutatevi con integratori e dieta. Inutile negarlo:in questo periodo, ci ritroviamo più capelli del solito sul pettine, sui vestiti e sul cuscino mentre in testa ci sembra di averne sempre di meno. Sarà come dicono “un normale ricambio fisiologico” o dobbiamo preoccuparci? Ecco come capirlo:
- NEMICI NATURALI
“Il ricambio stagionale dei capelli, come dei peli del corpo, nell’uomo moderno non si verifica più, era un retaggio genetico dell’adattamento al clima”, dice il dottor Fabio Rinaldi, dermatologo a Milano e presidente della Fondazione scientifica internazionale di divulgazione e ricerca sul capello (www.ihrf.eu). “Studi scientifici hanno dimostrato che è il sole a colpire il nostro cuoio capelluto durante l’estate: è lui il vero responsabile della caduta autunnale dei capelli”. Prevenire questo fenomeno, però, è possibile. “Sono utili trattamenti locali e integratori alimentari grazie ai quali il capello cade e ricresce”, consiglia lo specialista.
- OLTRE I 100 È ALLARME
“Gli integratori contengono sostanze antiossidanti come la vitamina E e il licopene che servono a prevenire il danno solare”, spiega il dottor Rinaldi. “Altri principi attivi naturali come il picnogenolo e il genistenolo aiutano a contrastare la morte del capello. Una novità in questo campo è l’utilizzo dei polipeptidi naturali contenuti nei trattamenti da applicare sul cuoio capelluto e che regolano la crescita del capello”. Quando rivolgersi al medico? “Il numero di capelli che possiamo perdere senza conseguenze non è uguale per tutti: dipende da quanti ne abbiamo in testa e da quanti ne ricrescono (l’allarme scatta oltre i cento al giorno). Se si nota una perdita di volume e se alla caduta si accompagnano altri sintomi come stanchezza o mestruazioni abbondanti, meglio ricorrere in fretta al medico. Prima si interviene, più il trattamento sarà efficace”. Certo, l’arma migliore è sempre la prevenzione, perché anche lo smog danneggia i capelli generando una reazione infiammatoria che li fa cadere.
- LAVAGGI QUOTIDIANI
Il trattamento consigliato dallo specialista? “Fare lavaggi frequenti e usare shampoo antibatterico come un normale antiforfora che elimina i microrganismi della polvere. Molto importante è anche un’alimentazione equilibrata”. Infine, ecco i luoghi comuni da sfatare: “Colorazioni, mousse e lacche non nuocciono alla chioma. E tagliare i capelli non serve a rinforzarli. Invece limitare al massimo l’uso delle piastre”.

  L’Oréal has acquired two distributors of professional hair salon products in the US through its professional products distribution operation, SalonCentric. With combined sales of $130m (€90.4m), the two distributors represent a significant step in the expansion of L’Oréal USA’s professional products distribution network. Together, they supply over 40,000 salons and have a major presence in the Midwest, covering eight states including Michigan, Ohio and Wisconsin. The US salons supply network is composed of about 200,000 salons, according to L’Oréal, who said it now covers 80 percent of this network. The company said that both Maly’s Midwest and Marshall Salon Services have solid reputations for meeting the needs of salon professionals through the products they provide and the education they offer as a result of a combined total of more that 130 years experience in the salon business Three years ago, L’Oréal announced its intention to take a greater interest in the US professional products distribution process with the aim of creating a national network providing service and education to the hairdressing channel. According to L’Oréal, this commitment was made in order to create efficiencies that were beneficial to all stakeholders, and the company made a series of acquisitions including Beauty Alliance, Maly’s West, Columbia Beauty Supply and Idaho Beauty and Barber. Following these acquisitions, SalonCentric was founded in 2008, and now boasts a network of approximately 1150 distributor sales consultants and 700 stores. The organisation distributes a number of professional salon brands, including partner brands, such as L’Oréal Professional, Redken and Tigi.

   L’Oréal USA SalonCentric ha acquisito due distributori di prodotti professionali per capelli negli Stati Uniti: Midwest Maly e Marshall Salon Services. Con un fatturato combinato di $ 130milioni (€ 90.4milioni), i due distributori rappresentano un passo importante per l’espansione della rete di distribuzione di L’Oréal USA nel canale professional. I due distributori forniscono più di 40.000 saloni e hanno una presenza importante nel Midwest, dove coprono otto stati inclusi Michigan, Ohio e Wisconsin. Se, come dichiarato da L’Oréal, la rete di distribuzione statunitense è composta da circa 200.000 saloni, l’Azienda copre attualmente l’80%.L’Oréal sottolinea che sia Maly Midwest che Marshall Salon Services hanno entrambe una solida reputazione in quanto sono in grado di soddisfare le esigenze dei professionisti attraverso l’offerta di prodotti d’alto livello e di formazione, forti di un’esperienza maturata in più di 130 anni nel settore. Tre anni fa, L’Oréal annunciò l’ intenzione di aumentare il suo interesse nei confronti del processo distributivo di prodotti professionali per capelli negli States, con l’obiettivo di creare una rete nazionale in grado di fornire servizi e formazione per il canale dei parrucchieri. La società ha nel tempo formulato una serie di acquisizioni, tra cui Beauty Alliance, West Maly’s, Columbia Beauty Supply e Idaho Beauty e Barber. A seguito di tali acquisizioni, nel 2008 è stata fondata SalonCentric che vanta oggi una rete di circa 1.150 consulenti di vendita e 700 negozi. L’organizzazione distribuisce una serie di marchi professionali, comprese le marche partner, come L’Oréal Professionnell, Redken e Tigi.

Il mercato pubblicitario italiano corre parallelo all’economia. Al negozio di alimentari sotto casa come negli uffici moderni dell’advertising la ripresa c’è ed è reale. A dare la buona notizia è ZenithOptimedia, società del colosso della comunicazione Publicis, che – a fronte di una chiusura con segno meno dell’anno corrente (-13,8%) – prevede per il 2010 l’interruzione del trend negativo che ha caratterizzato negli ultimi due anni il mondo della pubblicità. Più che una ripresa un recupero, che dal +0,2% del 2010 arriva fino al +3,9% del 2012. Una boccata d’aria per un settore che tra la crisi dell’auto (le case automobilistiche, da sempre big spender, hanno ridotto nel 2009 del 34,5% la spesa pubblicitaria) e quella strutturale della carta stampata, che continua a perdere copie, ha sofferto più di altri le conseguenze della débâcle economica. Mentre televisione (+2,3%) e radio (+2,2%) recuperano investimenti già dal 2010, quotidiani e periodici dovranno aspettare il 2011 per avere un segno positivo davanti ai numeri: le previsioni sono di un +2,2% per i primi e +1% per patinati & Co. L’unico settore che continua a crescere, portando a casa un +6,5% anche quest’anno, è internet che, secondo le stime di ZenithOptimedia, arriverà ad aumentare del 20% nel 2012, con una previsione di spesa da parte delle aziende che da 491 milioni di dollari attuali arriverebbe agli 831 del 2012, quasi il doppio. Anche dall’Upa (Utenti pubblicità associati) confermano l’attenzione crescente del mondo dell’impresa verso la pubblicità online: «Nel corso di quest’anno abbiamo notato un forte cambiamento da parte delle aziende», afferma il direttore generale Giovanna Maggioni. «Tante campagne oggi prendono in considerazione internet e sebbene la spesa sia ancora modesta se paragonata ai media tradizionali – siamo tra il 5 e il 6% – è certamente destinata ad aumentare». A casa Upa hanno definito il 2009 «l’anno zero» per la pubblicità: «La flessione è terminata, sicuramente quella a due cifre, e la ripresa è vicina». Per Maggioni i «settori dell’energia e del largo consumo» sono quelli che promettono più ottimismo per il biennio a venire. Fabrizio Caprara, Ceo di Saatchi&Saatchi Italia, definisce «confortanti» le previsioni di ZenithOptimedia. «Sono ottimista – sottolinea – le gare nel mercato sono ripartite e sicuramente il web è un settore che ha grosse opportunità di sviluppo e di creatività». Ma la good news non riguarda solo l’Italia. Per la prima volta in 18 mesi la società del gruppo Publicis ha alzato l’outlook per il 2010 per la spesa pubblicitaria globale. Il mercato crescerà dello 0,9% nel 2010, per mantenersi stabile nei prossimi 3 anni e raggiungere una crescita del 5% nel 2012. A guidare la ripresa saranno i mercati emergenti dell’area Bric (Brasile, Russia, India e Cina), mentre Stati Uniti ed Europa Occidentale dovranno aspettare ancora un po’ a causa della forte disoccupazione. La ripresa per loro è prevista dal 2011.