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La regione Lombardia fa propria la rivolta degli artigiani milanesi e lombardi, che, poco meno di una settimana fa hanno denunciato come ormai insostenibile la concorrenza sleale messa in atto dai coiffeur del sol levante. E promette che entro Novembre, dopo che sarà approvata la legge di ritorno dell’artigianato, l’assessorato di competenza emanerà un regolamento sull’attività di acconciatore che tra le nuove regole vedrà anche l’obbligo di una qualifica professionale per i parrucchieri stranieri. Così come avviene per gli altri esercizi, sarà verificato il rilascio di regolare ricevuta fiscale e l’utilizzo di prodotti di qualità, il tutto nel rispetto delle vigenti leggi igienico-sanitarie. Sarà il diploma triennale a fare la differenza poiché chi non lo possiede, o non possiede titoli equipollenti, non potrà avviare l’esercizio. I requisiti di ogni esercizio verranno verificati annualmente e se non rispettati l’attività potrà essere sospesa. Nel caso in cui l’esercizio risulti recidivo il titolo autorizzativo dovrà essere revocato. La legge sul riordino dell’artigianato verrà licenziata entro il mese di ottobre; a ruota sarà emanato il regolamento. Al momento, secondo gli artigiani, sarebbero pochissimi gli acconciatori stranieri a possedere una qualifica. Marco Accornero, segretario generale dell’Unione Artigiani precisa: “non è una lotta contro gli stranieri ma la competizione si basa su regole uguali per tutti”.

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