L’Expo può diventare un’occasione anche per noi
Milano ospiterà l’Expo nel 2015 e l’onda lunga di denari che la investirà sta già agitando gestori e analisti: si aprono le scommesse.
Numeri. Una ricera della camera di commercio di Milano dice che il giro di affari complessivo per le imprese del territorio aumenterà di 44 miliardi di euro: davvero tanti.
Fiera. Il titolo vola. La regola è che sui massimi non si compra, ma se c’è una cabina di regia “quotata” che abbia a che vedere con un business di lunghissimo periodo, è lei.
Cemento. Milano cambierà volto, un cantiere infinito. La leggenda dice che in una notte il valore dei terreni di Rho è quadruplicato: i baroni del calcestruzzo non si faranno sfuggire l’occasione di piazzare qualche torre, compresa quella da 200 metri che dovrebbe emulare la Tour Eiffel costruita a Parigi proprio in onore dell’Expo del 1889.
Malpensa. Milano ha vinto nel momento più decisivo per il destino del suo scalo internazionale, ma se Air France molla, per comprare Alitalia ci sarà la fila: la compagnia di un Paese che ha già il Vaticano a Roma e ora anche l’Expo a Milano diventa interessante anche se tecnicamente è fallita.
Investimenti. Una ventina di miliardi per la fortuna di una città che aveva già capito di non poter continuare a vivere di moda e risotti, ma solo nel 2016 una puntata di “report” ci svelerà come li hanno spesi.

















































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